In sintesi 🗞️ L’azienda che ha smesso di deludere Per anni Telecom Italia è stata sinonimo di guidance mancate, governance…In sintesi 🗞️ L’azienda che ha smesso di deludere Per anni Telecom Italia è stata sinonimo di guidance mancate, governance…

Azioni Telecom: titolo + 134% in un anno. Cosa sta succedendo e cosa significa per chi investe!

2026/03/02 19:21
5 min di lettura
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In sintesi 🗞️

  • 📈 +134% in 12 mesi e conti 2025 in linea con le previsioni per il quarto anno consecutivo: Tim sembra finalmente un’azienda “normale”
  • 🔄 Semplificazione del capitale in corso: via le azioni di risparmio, arrivo del raggruppamento 1 a 10, addio al mondo delle penny stock
  • 💰 Quasi un miliardo di valore in arrivo per gli azionisti tra buyback (≈400M€) e dividendo nel 2027 (≈500M€): la prima cedola dopo cinque anni di silenzio

L’azienda che ha smesso di deludere

Per anni Telecom Italia è stata sinonimo di guidance mancate, governance turbolenta e titolo in caduta libera. Oggi il quadro è cambiato. L’amministratore delegato Pietro Labriola usa spesso una frase: Tim sta diventando “un’azienda normale”. E i numeri sembrano dargli ragione: i risultati 2025 sono in linea con le previsioni per il quarto anno di fila, un fatto praticamente inedito nella storia recente del gruppo.

A Piazza Affari il mercato ha risposto di conseguenza: +134% in dodici mesi, con un ulteriore +24% solo da inizio 2026. Il titolo si assesta stabilmente tra 0,60 e 0,66 euro — livelli che non si vedevano dal 2018.


La grande operazione sul capitale

Uno dei capitoli più tecnici, ma anche più rilevanti, riguarda la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. In pratica, Tim sta eliminando una categoria di titoli che dava diritto a un dividendo privilegiato, semplificando la struttura azionaria prima di tornare a pagare cedole a tutti.

Chi aderisce volontariamente alla conversione (entro fine maggio) riceve un conguaglio di 0,12 euro per azione. Chi invece non lo fa, riceverà solo 0,04 euro nella conversione obbligatoria. La differenza è sostanziale, e la percentuale di aderenti avrà un impatto diretto sui conti 2026: in caso di adesione totale, Tim spenderà 723 milioni; se molti “cassettisti” restassero inerti, il risparmio potrebbe superare i 100 milioni.

Dopo la conversione, se l’assemblea di aprile darà il via libera, partirà il raggruppamento azionario 1 a 10: ogni dieci azioni diventano una. È un’operazione a costo zero che porta Tim fuori dal mondo delle penny stock — i titoli con prezzi bassissimi che attirano speculatori e amplificano la volatilità.

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Gli analisti sono divisi: ecco chi dice cosa

La corsa del titolo ha diviso la comunità finanziaria. Chi guarda ai fondamentali e ai catalizzatori futuri è ottimista; chi guarda alla corsa già fatta preferisce aspettare.

BancaGiudizioTarget Price
MediobancaBuy/Outperform> 0,70 €
EquitaBuy/Outperform> 0,70 €
Bank of AmericaBuy/Outperform> 0,70 €
Banca AkrosNeutral0,63 €
Consenso Bloomberg10 Buy / 7 Hold / 2 Sell0,62 € (media)

I prossimi catalizzatori da tenere d’occhio

Sul tavolo ci sono ancora diversi eventi che potrebbero muovere il titolo nei prossimi mesi:

  • La cessione di Sparkle per 700 milioni genererà circa 400 milioni di buyback
  • Il dividendo 2027 (pari al 70% del free cash flow 2026) è stimato intorno ai 500 milioni
  • Il Capital Market Day nella seconda metà dell’anno presenterà il nuovo piano industriale
  • Il piano di sinergie con Poste Italiane (primo azionista) è ancora in gran parte da svelare
  • La messa a terra del RAN sharing con Fastweb e Vodafone (condivisione delle infrastrutture radio) ridurrà i costi di rete

Cosa significa tutto questo per chi investe

Per un investitore, il quadro Tim è più interessante di quanto non fosse da anni, ma non è privo di incognite. Il titolo ha già corso moltissimo, e una parte delle spinte positive potrebbero essere già incorporate nei prezzi. Detto questo, quasi un miliardo di euro tra buyback e dividendi in arrivo è un segnale concreto di ritorno alla normalità.

Insomma, chi è già dentro ha vissuto un anno eccezionale e deve ora decidere se restare in attesa dei prossimi catalizzatori (Capital Market Day, chiusura Sparkle, conversione azioni) o alleggerire dopo la corsa. Chi valuta di entrare deve fare i conti con una valutazione più alta rispetto a un anno fa, bilanciata però da una visibilità sulla cassa che Tim non aveva da tempo.

Il rischio principale? Che i catalizzatori attesi arrivino in ritardo o deludano — e che il mercato, nel frattempo, si prenda la pausa che qualche analista già suggerisce.

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💬 Cosa ne pensiamo

Tim non è più la telco perennemente in crisi di dieci anni fa. La guidance rispettata per quattro anni, la semplificazione del capitale e il ritorno ai dividendi sono segnali strutturali, non cosmetici. Il titolo ha corso tanto, forse troppo in poco tempo, e una pausa sarebbe fisiologica. Ma i catalizzatori futuri — Sparkle, Capital Market Day, sinergie con Poste — mantengono vivo l’interesse. Un titolo da monitorare attivamente.

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